| Il nostro mezzo di trasporto è la barca a vela. E’ lo strumento che abbiamo scelto per vivere il mare e scoprire gli ambienti naturali. Questa, per noi, è più che una scelta. E’ una conseguenza naturale dettata dalla nostra passione per il luogo in cui ci troviamo: Venezia e la sua Laguna. Tutti conoscono Venezia, ne ammirano le bellezze architettoniche, i paesaggi armoniosi, gli angoli suggestivi, caratterizzati da una profonda commistione tra la mano della Natura e quella dell’Uomo. Ma l’unicità che l’ha resa famosa in tutto il mondo è il frutto di un equilibrio talmente delicato da mettere a repentaglio la sua stessa esistenza. Non è un mistero, infatti, che Venezia rischia di essere letteralmente "mangiata" dallo stesso elemento che la caratterizza e sul quale veneziani e turisti si muovono: l’acqua. Le maree, ad ogni movimento, si portano via un pezzo di Laguna e in questo sono aiutate dal moto ondoso provocato dai natanti a motore per il trasporto e le attività commerciali. E’ quindi per il rispetto che nutriamo nei confronti di Venezia, che abbiamo scelto di vivere e proporvi questo ambiente nel modo meno invasivo possibile: la barca a vela. Per la sua stessa struttura e linee d’acqua, infatti, la barca a vela non provoca alcun tipo di impatto con l’ambiente circostante in quanto non produce moto ondoso neppure durante la navigazione a motore. Andando a vela, non si ha rilascio di carburante, né di agenti inquinanti. Si esplorano i luoghi in modo naturale e teso alla conservazione permettendo di attuare un vero Turismo Sostenibile promotore di tutela e sviluppo degli ambienti da visitare. Il Turismo Sostenibile, infatti, pone l’attenzione sulla valutazione delle conseguenze dell’esperienza di viaggio: il fine principale è di visitare le attrattive naturali e le manifestazioni culturali contribuendo alla conservazione del territorio e allo sviluppo delle tradizioni e delle popolazioni. Per approfondire il Turismo Sostenibile: World Tourism Organization e Associazione Eco Turismo Italia ECO-CHARTER: LA NOSTRA PROPOSTA PER SCOPRIRE VENEZIA Sulla base di questa nostra filosofia, abbiamo sviluppato una nuova proposta per conoscere Venezia nei suoi aspetti più autentici e incontaminati: l’Eco-Charter, ovvero un’occasione per visitare la città, le isole meno note e gli ambienti della Laguna Veneziana in modo consapevole e sostenibile. Le proposte Eco-Charter, prima di tutto, si basano sul nostro Codice Etico che consente di visitare la Laguna di Venezia con modi ambientalmente compatibili: 1. Ci muoviamo rispettando sempre l’integrità dei luoghi che visitiamo e tutte le forme di vita animale presenti in laguna 2. Rispettiamo le regole di velocità di navigazione 3. Ci assicuriamo che il motore sia sempre in condizioni ottimali ed effettuiamo con regolarità i controlli periodici necessari per evitare perdite di olio e combustibile 4. Manteniamo a bordo i rifiuti per scaricarli solo una volta giunti a terra 5. Differenziamo i rifiuti che produciamo perchè crediamo fortemente all’utilità della raccolta differenziata 6. Utilizziamo prodotti ecologici e biodegradabili 7. Utilizziamo contenitori appositi per recuperare gli oli esausti e conferiamo le nostre batterie scadute nei centri di raccolta dedicati 8. Sfruttiamo le marine quando è possibile: una doccia in marina è preferibile ad una doccia sulla barca (se fate la doccia in barca, va evitato l’uso di shampoo o bagnoschiuma). La scelta degli itinerari di un Eco-Charter, quindi, non si ferma al chiassoso colore delle località più famose, ma tende verso gli aspetti più caratteristici del territorio e alle aree incontaminate dove la scoperta di un luogo è ancora un’esperienza unica e irripetibile. La laguna di Venezia si presta a pieno titolo a questa esperienza: è uno degli ecosistemi più estesi e più importanti d’Europa e del Mediterraneo con ben 550 chilometri quadrati di superficie e un immenso patrimonio biologico, faunistico e floristico con alcune specie di vegetali e di animali rare o minacciate d’estinzione. In questi luoghi, è possibile incontrare siti archeologici di grande interesse e monumenti storici e architettonici che raccontano la storia delle popolazioni che da secoli vivono nella laguna. Oltre alla ben conosciuta città, dove è possibile soggiornare per visitare i monumenti e passeggiare tra le calli più famose del mondo, ci sono, infatti, luoghi ancora poco noti dove si nascondono piccoli tesori e dove è possibile ritrovare la Venezia più autentica. San Francesco del Deserto: l’isola di San Francesco del Deserto si trova di fronte a S.Erasmo e a sud di Burano. Le origini dell’eremo che ancora oggi è possibile visitare risalgono ad un ipotetico viaggio di San Francesco d’Assisi, quando, nel 1220, approdò su quest’isola di ritorno dall’Egitto con un anonimo compagno, accolto dal festoso canto delle rondini. Di certo, si sa che nel 1233, l’isola venne donata all’Ordine dei francescani da Jacopo Michiel che vi aveva fatto costruire una chiesa dedicata al Santo. In seguito fu costruito anche il convento e il chiostro rinascimentale. L’isola cambiò proprietari diverse volte: i frati minori osservati, i frati minori riformati, interamente ad uso militare, poi di nuovo ai frati minori francescani che vi ritornarono dopo 600 anni. Dal 1858 in poi, si susseguirono i lavori di restauro dell’intero complesso, che portarono alla luce oltre alle absidi dell'oratorio anche le fondamenta dell'antica chiesa. Esternamente l'isola si presenta con il suo inconfondibile profilo di cipressi che lasciano a malapena intravedere parte del monastero e il campanile. Oggi, San Francesco del Deserto è raggiungibile solo con mezzi privati, ma, una volta scesi dalla barca, c’è sempre un frate disponibile a guidare i visitatori alla scoperta dell’isola. Le Vignole: l’isola è caratterizzata da una vegetazione lussureggiante, tanto che anticamente era uno dei luoghi privilegiati di villeggiatura degli abitanti di Altino e di Venezia poi. Ancora oggi, specialmente nella bella stagione, Le Vignole sono il luogo ideale per una scampagnata o un pranzo in una delle trattorie con pergole e giardino presenti nei pressi dell'approdo. Oltre a un lungo fabbricato, usato un tempo come polveriera e situato di fronte a S.Erasmo, l'isola è collegata con un ponte al Forte di S.Andrea, edificato nel '500 per difendere dai Turchi la bocca di porto del Lido. La struttura, che divenne simbolo della forza e della potenza della Serenissima, è di pianta trapezoidale ed era dotata di una serie di 40 cannoniere disposte a raggiera e collocate a pelo d'acqua. Lazzaretto Nuovo: posta a circa tre chilometri a nord-est di Venezia, di fronte al litorale di Sant'Erasmo, l'isola ricorda nel nome il suo antico ruolo nella prevenzione dei contagi istituito dalla Serenissima a partire dal 1468. Era il luogo di quarantena per le navi che arrivavano dai vari porti del Mediterraneo ed erano sospette di essere portatrici del morbo della peste. A questo scopo furono costruiti molti edifici, tra cui cento "camere" lungo il muro di cinta, i cui camini alla veneziana donavano all'isola l'aspetto di un "castello". L'edificio principale è il cinquecentesco Tezon Grande, lungo più di 100 metri, che conserva molte scritte e disegni originali che ricordano la presenza di mercanti, facchini e guardiani del Magistrato della Sanità. Durante il dominio napoleonico e poi austriaco l'isola del Lazzaretto Nuovo fu utilizzata per scopi militari ed entrò a far parte del sistema difensivo lagunare come polveriera a sostegno delle fortificazioni del porto del Lido. Percorrere gli stessi passi del vecchio "giro di ronda" dei militari, sui bastioni in pietra d'Istria e lungo le barene, permette oggi di avere punti di notevole interesse ambientale con una visuale a 360 gradi sulla laguna di fronte a Venezia. L'Isola oggi ospita campi archeologici e itinerari storico-naturalistici. Da alcuni anni, infatti, il Lazzaretto Nuovo è in concessione ad un'associazione di volontari, l'Ekos Club, che garantisce la custodia e la gestione dell'isola, in collaborazione con vari Enti e Istituzioni, e organizza visite guidate ed incontri, con particolare riferimento alle caratteristiche storiche e naturali dell'isola, alle tradizioni lagunari, alle attività marinare. Isola della Certosa: è la porta del Parco della Laguna Nord. Dal XIII secolo, fu prima sede dei canonici agostiniani e poi dei padri certosini che vi costruirono un tempio e un monastero. Nel ‘800, però, fu spogliata delle opere d’arte e convertita forzatamente ad uso militare fino al 1968. Oggi l’Isola della Certosa, oltre ad ospitare un nuovo polo nautico, offre la possibilità di seguire visite naturalistiche dove conoscere e apprezzare gli aspetti botanici più autentici. Le nostre barche sono ormeggiate su quest’isola, all’interno del polo nautico di recente costruzione: siamo a 200 metri dalla città di Venezia e a soli 15 minuti dalle bocche di porto. A due passi dal mare aperto. Torcello: in questa isola, si trovano le radici di Venezia. L’isola di Torcello, infatti, è un luogo ricco di scoperte e misteri capaci di affascinare il visitatore che vi giunge. Da subito, costeggiando con la barca un canale, si giunge all’evocativo Ponte del Diavolo: la sua storia racconta la vicenda di una bella fanciulla veneziana, di un giovane ufficiale austriaco e del Diavolo in persona che, con le sembianze di un gatto nero, apparve alla mezzanotte di un 24 Dicembre al centro del ponte che era stato costruito in una sola notte. L'isola è al centro di quello che fu in passato il cuore della vita economica e sociale della civiltà veneziana. L'antica Dorceum o Turricellum al massimo del suo splendore arrivò ad ospitare alcune decine di migliaia di abitanti. Nell'Alto Medioevo divenne un porto di assoluta rilevanza, nonché sede di laboriosissime officine metallurgiche, vetrarie e di lavorazione della lana. Per avere un'idea delle ricchezze dell’isola, basta pensare che ancora nel 1795 esistevano qui 737 casate nobiliari, mentre quando iniziò il periodo di decadenza resistevano ancora sedici monasteri e numerose chiese, per un totale di dodici parrocchie. Qui, infatti, si trova il monumento più antico di Venezia: S. Maria Assunta. La chiesa è di tipo basilicale divisa in tre navate, con 18 colonne in marmo greco, un portale marmoreo con stipiti del IX secolo e architrave decorato da bassorilievi a tralci dell`XI secolo. Grandiosi mosaici veneto-bizantini (simili a quelli di Ravenna) impreziosiscono l'interno: il pavimento, il catino dell'abside e l'arco trionfale, raffiguranti i Dodici apostoli, l'Annunciazione e la Vergine Teotoga. A sinistra dell'altare maggiore, appare l'iscrizione originaria della fondazione della chiesa: ovvero il più antico documento di storia veneziana. Burano e Murano: sono le isole più famose: visitare Murano e Burano, infatti, è un po’ come essere a Venezia. Canali, callette e angoli nascosti si susseguono lasciando ampio spazio all’elemento principe con cui tutti gli abitanti della laguna ogni giorno convivono. A Murano, arrivati di fronte alla bellissima chiesa di Santa Maria e San Donato (VII secolo) si può notare che la chiesa è orientata in modo da mostrare il suo lato più prestigioso a chi arriva dal mare: la sua mirabile abside. Burano, invece, è legata all’acqua per la sua stessa origine: una leggenda, infatti, racconta che un marinaio, lasciando l'amata a Murano, si imbarcò su una nave e giunse in un luogo abitato da sirene dove resistette al richiamo mentre l'equipaggio si gettò in acqua per raggiungerle. Meravigliata di tanta fedeltà, la regina delle sirene fece sorgere dal mare, una corona di schiuma che si trasformò nel velo nuziale per la fidanzata lontana. Da allora le ragazze dell'isola con ago e filo cercano di riprodurlo dando vita alla tradizione de ricamo tipica dell’isola. Burano ha un aspetto particolare: non c'è nessun palazzo imponente, bensì un paesaggio uniforme di case della stessa altezza ognuna dipinta di colori vivaci. S. Erasmo: è conosciuta come l’isola degli orti per la tradizionale attività dell’orticoltura intensiva grazie alla quale Venezia attingeva le sue risorse alimentari. Anche se la sua storia è legata ad un ruolo militare difensivo, oggi Sant’Erasmo è dedita all’agricoltura e alle pregiate coltivazioni di carciofi e asparagi. Vi viene prodotta una discreta quantità di vino che ha portato alla nascita di una delle iniziative più apprezzate della Laguna veneziana, ovvero la Festa del Mosto. Di particolare interesse, inoltre, c’è il Forte o Torre Massimiliana, massiccia fortificazione asburgica iniziata dai francesi e rifugio dell'imperatore Massimiliano d'Austria durante l'insurrezione di Daniele Manin del 1848. Queste sue particolarità, fanno di Sant’Erasmo un luogo di continue scoperte e di atmosfere sospese nel tempo. Teso ad una conoscenza dell’isola di carattere naturale e fortemente sensoriale. |