Siamo veneziani e le nostre barche sono ospitate nell’Isola della Certosa, a quindici minuti dal mare aperto ed esattamente di fronte a quell’Arsenale che ha fatto la storia della marineria italiana. Conosciamo a fondo questa città e desideriamo guidarvi attraverso le sue calli, i campi e i suoi paesaggi. Sappiamo, infatti, che il fascino di Venezia è legato in gran parte all’ambiente particolare in cui si situa e al profondo contatto esistente tra il mare e la terra che da sempre ha ispirato e continua ad ispirare pittori e artisti e ancora oggi attira milioni di visitatori.

Scegliere la barca a vela è sicuramente il mezzo più adatto per scoprire questo capolavoro della natura che è la laguna veneziana, ma offre anche la possibilità di approfondire una città che ancora oggi sa raccontare, a coloro che vogliono ascoltare, il glorioso passato di capitale della più importante potenza commerciale del Mediterraneo, la Repubblica della Serenissima.


Breve storia di Venezia

Isola della Certosa


L’Arsenale

L’influenza veneziana: la costa croata





Breve storia di Venezia

Venezia sorge su un arcipelago formato da più di 100 isole e isolette tra le quali scorrono 160 canali e rii di cui il Canal Grande è la principale arteria. Il suo impianto urbanistico si sviluppa tra le isole e i canali ed è articolato in unità rappresentate dai "campi", cioè spiazzi in cui si trova una chiesa, il pozzo e il mercato. Da qui, partono le vie di terraferma destinate al traffico pedonale, mentre il traffico collettivo e commerciale si svolgono lungo i canali. Il patrimonio architettonico di Venezia, tra cui spicca piazza San Marco e Rialto, è la testimonianza diretta del suo passato. La città, infatti, è stata la capitale commerciale dell’intero bacino Mediterraneo grazie all’enorme sviluppo della marineria che le ha consentito di spingersi lungo i mari fino a diventare il vero intermediario tra Oriente e Occidente.

La presenza di abitanti sulle isole iniziò a crescere a partire dal VI secolo, come conseguenza diretta delle razzie degli Unni e della conquista Longobarda. Come altrove, qui sorsero milizie locali e si organizzò un’aristocrazia militare a cui si contrappose una mercantile. Ma i continui passaggi di potere (Bizantini, Longorbardi, Franchi), indussero gli abitanti a trasferire la capitale a Rialto, località più forte e sicura al centro della laguna alla quale vennero riunite le isole che la circondavano. Era l’inizio della Repubblica della Serenissima. All'inizio del Duecento, infatti, Venezia raggiunse il culmine della potenza dominando i traffici commerciali nel Mediterraneo e con l'Oriente, acquisendo il possesso delle isole e delle località marittime commercialmente più importanti dell'impero bizantino e garantendosi i contatti con i flussi mercantili provenienti dall’Africa e dall’India. Creò un protettorato su Zara e tutta la Dalmazia, ottenendo così il controllo diretto su tutto l’Adriatico, per poi spingerlo alla Grecia e a Creta fino a portare le rotte commerciali delle galee veneziane fino alla Turchia, l’Egitto e l’Oriente.
Venezia, inoltre, con l’obiettivo di allargare continuamente la propria potenza marittima, creò la "prima fabbrica di navi", l’Arsenale, cioè il luogo che per secoli diede alla luce le imbarcazioni più potenti dei mari.


Isola della Certosa

Esattamente di fronte all’Arsenale, la "fabbrica" da cui uscirono le più importanti imbarcazioni della Repubblica di Venezia, si trova l’isola della Certosa, a 200 metri dalla città di Venezia e a 15 minuti dal mare aperto. In questo luogo, sono ormeggiate le nostre barche e vi aspettiamo per scoprire insieme la libertà di vivere il mare.

L’isola è ampia 22 ettari e rappresenta la porta del Parco della Laguna Nord. Prima sede dei canonici agostiniani dal 1199, l’isola ospitò i padri certosini di Firenze dal 1424 che vi costruirono un tempio ed un monastero. Nel XIX secolo, cessò forzatamente l’uso conventuale, fu spogliata delle sue opere d’arte e venne volta ad uso militare fino al 1968. Dal novembre 2004, gli edifici restaurati sono stati assegnati alla società Vento di Venezia che sta attivando un polo nautico (www.ventodivenezia.com) che si sta delineando come uno dei più dinamici elementi per lo sviluppo dell’isola. E’ dotato di scuola di marineria, ormeggi e rimessaggio a terra, foresteria, cantiere per la costruzione di nuove imbarcazioni e servizi speciali di carpenteria in legno e fabbrile.


L’Arsenale

A partire dal XII secolo, l’Arsenale fu il cuore dell’industria navale di Venezia e la sua attività è legata al periodo più florido della Repubblica della Serenissima. Questo luogo, infatti, può essere considerato la prima vera fabbrica al mondo: su una superficie di 46 ettari si potevano contare fino a 2000 lavoratori al giorno per la produzione di imbarcazioni commerciali e da guerra, cioè le famose galere veneziane che determinarono la vittoria della cristianità nella Battaglia di Lepanto del 1571. L’ubicazione dell’Arsenale fu dettata contemporaneamente da necessità strategiche e logistiche: permetteva una buona difesa della città in caso di attacchi dal mare e ottimizzava le risorse essendo il punto di arrivo di tutto il legname proveniente dall’entroterra. Nel tempo furono erette la monumentale Porta di Terra, le due torri che affiancavano la Porta di Mare, le residenze esterne per i lavoratori, i forni pubblici, i magazzini e le corderie. Queste ultime erano il luogo dove erano prodotte le funi per le imbarcazioni a livello industriale consentendo così alla città di rimanere autonoma anche in caso di guerra. Dall’Arsenale, usciva anche il cosiddetto Bucintoro, ovvero la prestigiosa imbarcazione utilizzata ogni anno dal Doge durante la cerimonia dell’Ascensione (Festa della Sensa) per celebrare il tradizionale rito dello sposalizio tra Venezia e il Mare. Il Bucintoro era una nave di due piani guidata da 3 ammiragli, 30 marinai e 168 rematori. Al piano inferiore si trovavano i rematori, mentre in quello superiore risiedeva il trono del doge e un baldacchino di velluto rosso che ospitava 90 seggi per le massime autorità della Repubblica.
Il giorno dell’Ascensione, il Bucintoro raggiungeva l’isola di Sant’Elena per la benedizione dell’anello d’oro e poi proseguiva fino al porto di San Nicola dove usciva nell’Adriatico. Qui, il doge gettava l’anello simbolico in mare e pronunciava le parole rituali: "Desponsamus te, Mare, in signum veri perpetique domini" (Ti sposiamo, Mare, in segno di vero e perpetuo dominio).


L’influenza veneziana: la costa croata

Tra gli itinerari in barca a Vela che vi proponiamo, non possiamo dimenticare l’altra sponda dell’Adriatico: ovvero, la costa croata che fu dominata e influenzata dalla cultura veneziana.
Nel corso dei secoli e fino alla fine del ‘700, infatti, il territorio della Repubblica arrivò a comprendere l’area dell’Istria e della Dalmazia. I veneziani, ai quali i dalmati erano già legati per linguaggio e cultura, potevano permettersi di concedere dei termini liberali, in quanto il loro scopo principale era d'impedire lo sviluppo di qualsiasi pericoloso competitore politico o commerciale nell'Adriatico orientale. La comunità marinara in Dalmazia guardò, quindi, a Venezia come alla padrona dell'Adriatico e in cambio della protezione, le città spesso fornirono un contingente all'esercito o alla marina della loro protettrice e talvolta pagavano tributo in moneta o in natura.
E’ indubbio, infatti, che la presenza della Repubblica della Serenissima ebbe un’influenza particolarmente forte nello sviluppo dei centri abitati della Croazia per quanto riguarda l’urbanistica, l’architettura e l’arte figurativa in particolare per i mosaici e i pavimenti. Questo effetto è visibile lungo tutta la costa: a Rovigno e Parenzo nella vicina penisola istriana, ma anche a Zara, a Sibenik, a Trogir, che nella sua struttura simula perfettamente Venezia, fino alla bellissima Dubrovnik ancora oggi conosciuta come Ragusa.


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