Siamo veneziani e le nostre barche sono ospitate nella Laguna di Venezia, vicino a quell’Arsenale che ha fatto la storia della marineria italiana. Conosciamo a fondo questa città e desideriamo guidarvi attraverso le sue calli, i campi e i suoi paesaggi. Sappiamo, infatti, che il fascino di Venezia è legato in gran parte all’ambiente particolare in cui si situa e al profondo contatto esistente tra il mare e la terra che da sempre ha ispirato e continua ad ispirare pittori e artisti e ancora oggi attira milioni di visitatori.
Scegliere la barca a vela è sicuramente il mezzo più adatto per scoprire questo capolavoro della natura che è la laguna veneziana, ma offre anche la possibilità di approfondire una città che ancora oggi sa raccontare, a coloro che vogliono ascoltare, il glorioso passato di capitale della più importante potenza commerciale del Mediterraneo, la Repubblica della Serenissima.
Breve storia di Venezia
L’Arsenale
Le isole della Laguna di Venezia
L’influenza veneziana: la costa croata
Breve storia di Venezia
Venezia sorge su un arcipelago formato da più di 100 isole e isolette tra le quali scorrono 160 canali e rii di cui il Canal Grande è la principale arteria. Il suo impianto urbanistico si sviluppa tra le isole e i canali ed è articolato in unità rappresentate dai "campi", cioè spiazzi in cui si trova una chiesa, il pozzo e il mercato. Da qui, partono le vie di terraferma destinate al traffico pedonale, mentre il traffico collettivo e commerciale si svolgono lungo i canali. Il patrimonio architettonico di Venezia, tra cui spicca piazza San Marco e Rialto, è la testimonianza diretta del suo passato. La città, infatti, è stata la capitale commerciale dell’intero bacino Mediterraneo grazie all’enorme sviluppo della marineria che le ha consentito di spingersi lungo i mari fino a diventare il vero intermediario
tra Oriente e Occidente.
La presenza di abitanti sulle isole iniziò a crescere a partire dal VI secolo, come conseguenza diretta delle razzie degli Unni e della conquista Longobarda. Come altrove, qui sorsero milizie locali e si organizzò un’aristocrazia militare a cui si contrappose una mercantile. Ma i continui passaggi di potere (Bizantini, Longorbardi, Franchi), indussero gli abitanti a trasferire la capitale a Rialto, località più forte e sicura al centro della laguna alla quale vennero riunite le isole che la circondavano. Era l’inizio della Repubblica della Serenissima. All'inizio del Duecento, infatti, Venezia raggiunse il culmine della potenza dominando i traffici commerciali nel Mediterraneo e con l'Oriente, acquisendo il possesso delle isole e delle località marittime commercialmente più importanti
dell'impero bizantino e garantendosi i contatti con i flussi mercantili provenienti dall’Africa e dall’India. Creò un protettorato su Zara e tutta la Dalmazia, ottenendo così il controllo diretto su tutto l’Adriatico, per poi spingerlo alla Grecia e a Creta fino a portare le rotte commerciali delle galee veneziane fino alla Turchia, l’Egitto e l’Oriente.
Venezia, inoltre, con l’obiettivo di allargare continuamente la propria potenza marittima, creò la "prima fabbrica di navi", l’Arsenale, cioè il luogo che per secoli diede alla luce le imbarcazioni più potenti dei mari.
L’Arsenale
A partire dal XII secolo, l’Arsenale fu il cuore dell’industria navale di Venezia e la sua attività è legata al periodo più florido della Repubblica della Serenissima. Questo luogo, infatti, può essere considerato la prima vera fabbrica al mondo: su una superficie di 46 ettari si potevano contare fino a 2000 lavoratori al giorno per la produzione di imbarcazioni commerciali e da guerra, cioè le famose galere veneziane che determinarono la vittoria della cristianità nella Battaglia di Lepanto del 1571. L’ubicazione dell’Arsenale fu dettata contemporaneamente da necessità strategiche e logistiche: permetteva una buona difesa della città in caso di attacchi dal mare e ottimizzava le risorse essendo il punto di arrivo di tutto il legname proveniente dall’entroterra.
Nel tempo furono erette la monumentale Porta di Terra, le due torri che affiancavano la Porta di Mare, le residenze esterne per i lavoratori, i forni pubblici, i magazzini e le corderie. Queste ultime erano il luogo dove erano prodotte le funi per le imbarcazioni a livello industriale consentendo così alla città di rimanere autonoma anche in caso di guerra. Dall’Arsenale, usciva anche il cosiddetto Bucintoro, ovvero la prestigiosa imbarcazione utilizzata ogni anno dal Doge durante la cerimonia dell’Ascensione (Festa della Sensa) per celebrare il tradizionale rito dello sposalizio tra Venezia e il Mare. Il Bucintoro era una nave di due piani guidata da 3 ammiragli, 30 marinai e 168 rematori. Al piano inferiore si trovavano i rematori, mentre in quello superiore risiedeva il trono del doge e un baldacchino di velluto rosso che ospitava 90 seggi per le massime autorità della Repubblica.
Il giorno dell’Ascensione, il Bucintoro raggiungeva l’isola di Sant’Elena per la benedizione dell’anello d’oro e poi proseguiva fino al porto di San Nicola dove usciva nell’Adriatico. Qui, il doge gettava l’anello simbolico in mare e pronunciava le parole rituali: "Desponsamus te, Mare, in signum veri perpetique domini" (Ti sposiamo, Mare, in segno di vero e perpetuo dominio).
Isole della Laguna di Venezia
San Francesco del Deserto: l’isola di San Francesco del Deserto si trova di fronte a S.Erasmo e a sud di Burano. Le origini dell’eremo che ancora oggi è possibile visitare risalgono ad un ipotetico viaggio di San Francesco d’Assisi, quando, nel 1220, approdò su quest’isola di ritorno dall’Egitto con un anonimo compagno, accolto dal festoso canto delle rondini. Di certo, si sa che nel 1233, l’isola venne donata all’Ordine dei francescani da Jacopo Michiel che vi aveva fatto costruire una chiesa dedicata al Santo. In seguito fu costruito anche il convento e il chiostro rinascimentale. L’isola cambiò proprietari diverse volte: i frati minori osservati, i frati minori riformati, interamente ad uso militare, poi di nuovo ai frati minori francescani che vi ritornarono
dopo 600 anni. Dal 1858 in poi, si susseguirono i lavori di restauro dell’intero complesso, che portarono alla luce oltre alle absidi dell'oratorio anche le fondamenta dell'antica chiesa. Esternamente l'isola si presenta con il suo inconfondibile profilo di cipressi che lasciano a malapena intravedere parte del monastero e il campanile. Oggi, San Francesco del Deserto è raggiungibile solo con mezzi privati, ma, una volta scesi dalla barca, c’è sempre un frate disponibile a guidare i visitatori alla scoperta dell’isola.
Le Vignole: l’isola è caratterizzata da una vegetazione lussureggiante, tanto che anticamente era uno dei luoghi privilegiati di villeggiatura degli abitanti di Altino e di Venezia poi. Ancora oggi, specialmente nella bella stagione, Le Vignole sono il luogo ideale per una scampagnata o un pranzo in una delle trattorie con pergole e giardino presenti nei pressi dell'approdo.
Oltre a un lungo fabbricato, usato un tempo come polveriera e situato di fronte a S.Erasmo, l'isola è collegata con un ponte al Forte di S. Andrea, edificato nel '500 per difendere dai Turchi la bocca di porto del Lido. La struttura, che divenne simbolo della forza e della potenza della Serenissima, è di pianta trapezoidale ed era dotata di una serie di 40 cannoniere disposte a raggiera e collocate a pelo d'acqua.
Lazzaretto Nuovo: posta a circa tre chilometri a nord-est di Venezia, di fronte al litorale di Sant'Erasmo, l'isola ricorda nel nome il suo antico ruolo nella prevenzione dei contagi istituito dalla Serenissima a partire dal 1468. Era il luogo di quarantena per le navi che arrivavano dai vari porti del Mediterraneo ed erano sospette di essere portatrici del morbo della peste. A questo scopo furono costruiti molti edifici, tra cui cento "camere" lungo il muro di cinta, i cui camini alla veneziana donavano all'isola l'aspetto di un "castello". L'edificio principale è il cinquecentesco Tezon Grande, lungo più di 100 metri, che conserva molte scritte e disegni originali che ricordano la presenza di mercanti, facchini e guardiani del Magistrato della Sanità. Durante il dominio napoleonico e poi austriaco l'isola del Lazzaretto Nuovo fu utilizzata per scopi militari ed
entrò a far parte del sistema difensivo lagunare come polveriera a sostegno delle fortificazioni del porto del Lido. Percorrere gli stessi passi del vecchio "giro di ronda" dei militari, sui bastioni in pietra d'Istria e lungo le barene, permette oggi di avere punti di notevole interesse ambientale con una visuale a 360 gradi sulla laguna di fronte a Venezia.
L'Isola oggi ospita campi archeologici e itinerari storico-naturalistici. Da alcuni anni, infatti, il Lazzaretto Nuovo è in concessione ad un'associazione di volontari, l'Ekos Club, che garantisce la custodia e la gestione dell'isola, in collaborazione con vari Enti e Istituzioni, e organizza visite guidate ed incontri, con particolare riferimento alle caratteristiche storiche e naturali dell'isola, alle tradizioni lagunari, alle attività marinare.
Isola della Certosa: è la porta del Parco della Laguna Nord. Dal XIII secolo, fu prima sede dei canonici agostiniani e poi dei padri certosini che vi costruirono un tempio e un monastero. Nel ‘800, però, fu spogliata delle opere d’arte e convertita forzatamente ad uso militare fino al 1968. Oggi l’Isola della Certosa, oltre ad ospitare un nuovo polo nautico, offre la possibilità di seguire visite naturalistiche dove conoscere e apprezzare gli aspetti botanici più autentici.
Torcello: in questa isola, si trovano le radici di Venezia. L’isola di Torcello, infatti, è un luogo ricco di scoperte e misteri capaci di affascinare il visitatore che vi giunge. Da subito, costeggiando con la barca un canale, si giunge all’evocativo Ponte del Diavolo: la sua storia racconta la vicenda di una bella fanciulla veneziana, di un giovane ufficiale austriaco e del Diavolo in persona che, con le sembianze di un gatto nero, apparve alla mezzanotte di un 24 Dicembre al centro del ponte che era stato costruito in una sola notte.
L'isola è al centro di quello che fu in passato il cuore della vita economica e sociale della civiltà veneziana. L'antica Dorceum o Turricellum al massimo del suo splendore arrivò ad ospitare alcune decine di migliaia di abitanti. Nell'Alto Medioevo divenne un porto di assoluta rilevanza, nonché sede di laboriosissime officine metallurgiche, vetrarie e di lavorazione della lana. Per avere un'idea delle ricchezze dell’isola, basta pensare che ancora nel 1795 esistevano qui 737 casate nobiliari, mentre quando iniziò il periodo di decadenza resistevano ancora sedici monasteri e numerose chiese, per un totale di dodici parrocchie.
Qui, infatti, si trova il monumento più antico di Venezia: S. Maria Assunta. La chiesa è di tipo basilicale divisa in tre navate, con 18 colonne in marmo greco, un portale marmoreo con stipiti del IX secolo e architrave decorato da bassorilievi a tralci dell`XI secolo. Grandiosi mosaici veneto-bizantini (simili a quelli di Ravenna) impreziosiscono l'interno: il pavimento, il catino dell'abside e l'arco trionfale, raffiguranti i Dodici apostoli, l'Annunciazione e la Vergine Teotoga. A sinistra dell'altare maggiore, appare l'iscrizione originaria della fondazione della chiesa: ovvero il più antico documento di storia veneziana.
Burano e Murano: sono le isole più famose: visitare Murano e Burano, infatti, è un po’ come essere a Venezia. Canali, callette e angoli nascosti si susseguono lasciando ampio spazio all’elemento principe con cui tutti gli abitanti della laguna ogni giorno convivono. A Murano, arrivati di fronte alla bellissima chiesa di Santa Maria e San Donato (VII secolo) si può notare che la chiesa è orientata in modo da mostrare il suo lato più prestigioso a chi arriva dal mare: la sua mirabile abside. Burano, invece, è legata all’acqua per la sua stessa origine: una leggenda, infatti, racconta che un marinaio, lasciando l'amata a Murano, si imbarcò su una nave e giunse in un luogo abitato da sirene dove
resistette al richiamo mentre l'equipaggio si gettò in acqua per raggiungerle. Meravigliata di tanta fedeltà, la regina delle sirene fece sorgere dal mare, una corona di schiuma che si trasformò nel velo nuziale per la fidanzata lontana. Da allora le ragazze dell'isola con ago e filo cercano di riprodurlo dando vita alla tradizione de ricamo tipica dell’isola. Burano ha un aspetto particolare: non c'è nessun palazzo imponente, bensì un paesaggio uniforme di case della stessa altezza ognuna dipinta di colori vivaci.
S. Erasmo: è conosciuta come l’isola degli orti per la tradizionale attività dell’orticoltura intensiva grazie alla quale Venezia attingeva le sue risorse alimentari. Anche se la sua storia è legata ad un ruolo militare difensivo, oggi Sant’Erasmo è dedita all’agricoltura e alle pregiate coltivazioni di carciofi e asparagi. Vi viene prodotta una discreta quantità di vino che ha portato alla nascita di una delle iniziative più apprezzate della Laguna veneziana, ovvero la Festa del Mosto. Di particolare interesse, inoltre, c’è il Forte o Torre Massimiliana, massiccia fortificazione asburgica iniziata dai francesi e rifugio dell'imperatore Massimiliano d'Austria durante l'insurrezione di Daniele Manin del 1848. Queste
sue particolarità, fanno di Sant’Erasmo un luogo di continue scoperte e di atmosfere sospese nel tempo. Teso ad una conoscenza dell’isola di carattere naturale e fortemente sensoriale.
L’influenza veneziana: la costa croata
Tra gli itinerari in barca a Vela che vi proponiamo, non possiamo dimenticare l’altra sponda dell’Adriatico: ovvero, la costa croata che fu dominata e influenzata dalla cultura veneziana.
Nel corso dei secoli e fino alla fine del ‘700, infatti, il territorio della Repubblica arrivò a comprendere l’area dell’Istria e della Dalmazia. I veneziani, ai quali i dalmati erano già legati per linguaggio e cultura, potevano permettersi di concedere dei termini liberali, in quanto il loro scopo principale era d'impedire lo sviluppo di qualsiasi pericoloso competitore politico o commerciale nell'Adriatico orientale. La comunità marinara in Dalmazia guardò, quindi, a Venezia come alla padrona dell'Adriatico e in cambio della protezione, le città spesso fornirono un contingente all'esercito o alla marina della loro protettrice e talvolta pagavano tributo in moneta o in natura.
E’ indubbio, infatti, che la presenza della Repubblica della Serenissima ebbe un’influenza particolarmente forte nello sviluppo dei centri abitati della Croazia per quanto riguarda l’urbanistica, l’architettura e l’arte figurativa in particolare per i mosaici e i pavimenti. Questo effetto è visibile lungo tutta la costa: a Rovigno e Parenzo nella vicina penisola istriana, ma anche a Zara, a Sibenik, a Trogir, che nella sua struttura simula perfettamente Venezia, fino alla bellissima Dubrovnik ancora oggi conosciuta come Ragusa.
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